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Quanto vale il business dei traghetti

L’ argomento affrontato durante una delle tavole rotonde svoltesi all’Adriatic Sea Forum, si pone la domanda di “quanto vale il business dei traghetti”… I traghetti sono tuttora un business competitivo nell’Adriatico?

Ivana Jelinic, presidente Fiavet ha affermato – “Il mondo è cambiato negli ultimi 15 anni, anche in virtù delle nuove tecnologie e delle abitudini dei consumatori. La sempre maggiore accessibilità alle informazioni e la possibilità di prenotare direttamente fanno sì che l’utente cerchi servizi tecnologicamente efficaci ed efficienti. Le nostre infrastrutture hanno bisogno di evolversi e di lavorare sulla tecnologia”. Ma c’è bisogno di un cambio di atteggiamento anche da parte delle agenzie: “Noi dobbiamo proporre i servizi in modo più innovativo. Nel mondo dei traghetti c’è spazio di miglioramento”. Inoltre prosegue la presidente Jelinic : – “Il traghetto che viaggia di notte viene percepito come lento e il cliente cerca la soluzione più veloce”.

Un’altra domanda che sorge su questa tematica, è l’esistenza di una competizione con il settore delle crociere? Qui a rispondere è stato Massimo Di Giacomo (ceo Anek Lines Italia), secondo il quale non c’è competizione :- “ben vengano le crociere e le infrastrutture per esse realizzate”. Non bisogna, però, “sottovalutare i vantaggi che può portare il traffico del pax del traghetto”. Esiste tuttavia un neo secondo il ceo: “Mancano le infrastrutture a terra e a mare”. E il cliente del traghetto è “purtroppo sempre meno intercettato dalle agenzie. Si tratta di un traffico che va aiutato, con Internet, con le app, e questo vale per ogni destinazione, dal traghetto Ancona Croazia a quello Bari Grecia e così via”.

Secondo Matteo Della Valle (business development trade and chartering manager and trade managers coordinator Grandi Navi Veloci), sostiene che non ci sia competition con il mondo delle crociere né cooperation, ma piuttosto una coopetition (cooperative competition, ndr). Sono due mondi diversi e c’è tanto margine di crescita per il traffico crocieristico”. Indispensabile anche secondo Della Valle la “necessità di investimenti nelle infrastrutture, cercando soluzioni nella direzione della sostenibilità economica”. “Ci si sposta sempre di più verso i canali diretti – afferma Della Valle -. Non credo, tuttavia, che sarà così per sempre, la tendenza si fermerà e si stabilizzerà. Dobbiamo impegnarci a rendere l’esperienza del traghetto sempre più piacevole”.

Ultimamente il rapporto tra compagnie di traghetti e adv è cambiato in meglio, infatti le prime hanno istituito linee dedicate alle seconde. Quindi pian piano si sta distaccando la mentalità per cui il traghetto sia come quello di 20 anni fa …

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