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Pirelli e Chem China: come andrà a finire?

Qualche tempo fa è uscita su tutti i giornali ed è stata molto diffusa anche in internet la notizia che Marco Tronchetti Provera, ex CEO di Pirelli, avesse venduto la “sua” azienda ai cinesi. Inizialmente si paventavano ipotesi su quale potesse essere il nome dell’azienda orientale che fosse venuta in Italia a “fare shopping”, qualche tempo dopo è emerso che si trattava del gigante del settore chimico ChemChina.

Gli obiettivi di questo affare sono molteplici: Tronchetti Provera ha voluto assicurare un futuro certo a Pirelli, che negli anni era cresciuta meno rispetto a concorrenti internazionali come Continental ed era dunque a rischio assimilazione, Ren Jianxin, fondatore e presidente del colosso cinese, ha invece voluto espandere il suo business verso gli pneumatici e l’acquisto di una delle principali aziende europee in tal senso, famosa anche per essere fornitore unico delle gomme per le monoposto di Formula 1, è più che giustificato.

Ora che l’affare è stato concluso esattamente 12 mesi fa (era il marzo 2015), possiamo iniziare a tirare le prime somme e farci alcune idee su come finirà.

Dal punto di vista della produttività, sembra oramai chiaro che essa rimarrà in Italia, e non solo perché Marco Tronchetti Provera è a.d. della società di Milano, ma grazie ad un accordo “di ferro” che egli stesso ha voluto sottoscrivere proprio con i cinesi, che si sono impegnati a non spostare il comparto produttivo ed ideativo dell’azienda.

Per quanto riguarda il futuro di Pirelli da qui a qualche anno, ce lo immaginiamo onestamente in crescita. Ora che l’azienda con sede a Milano ha le spalle coperte dal punto di vista finanziario e non c’è più ragione di temere una deleteria acquisizione da parte di qualche concorrente più grande, ci si può concentrare esclusivamente sul core business, ovvero le gomme.

L’unica incognita è legata al momento in cui Marco Tronchetti Provera lascerà l’azienda, ma questo non dovrebbe avvenire prima di altre 3-5 anni. Pirelli si ritroverà senza la guida che, dal 1992 ininterrottamente, la portata prima fuori dalla crisi economica, poi l’ha fatta crescere fino a diventare uno dei primi gruppi industriali italiani, e l’ha fatta arrivare anche a giocare un ruolo di primo piano nello sport, tra calcio e Formula 1.

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